Termometro Altroconsumo 2025: i bilanci delle famiglie italiane

Nel 2025 gli italiani hanno recuperato un po’ di respiro, ma non abbastanza per lasciare alle spalle la stagione delle difficoltà economiche. È quanto emerge dal Termometro 2025 di Altroconsumo, la grande indagine annuale che misura la capacità delle famiglie di sostenere le principali voci di spesa. L’indice complessivo si attesta a 49,3 punti su 100, in lieve miglioramento rispetto al 2024, ma ancora lontano da valori rassicuranti. Soltanto una famiglia su tre, infatti, è riuscita a far fronte alle spese senza difficoltà e il 17% continua a vivere in una condizione di forte pressione economica.

Il quadro poi non si schiarisce guardando alle prospettive: per il 2026 l’indice delle aspettative future scende a 47,5 punti, mentre oltre la metà degli intervistati (52%) teme che il prossimo anno sarà ancora più difficile. Preoccupa anche il tema del risparmio: il 69% prevede di non riuscire a mettere soldi da parte, una quota che sale al 37% quando si parla di impossibilità totale.

Salute e casa, le voci più critiche

Tra le spese che mettono maggiormente sotto pressione i bilanci familiari si confermano due ambiti fondamentali: casa e salute. Il 47% delle famiglie ha avuto difficoltà con i costi legati all’abitazione -dalle bollette al mutuo, fino agli affitti- mentre il 43% segnala problemi nel sostenere le spese sanitarie. Entrando nel dettaglio, emergono criticità che in Italia assumono particolare rilevanza:

  • 47% degli intervistati ha avuto difficoltà con le cure odontoiatriche
  • 46% con le visite mediche
  • 41% con le bollette domestiche
  • 40% con la spesa alimentare (carne, pesce, alternative vegetali).

Nonostante il quadro resti complesso, il confronto con l’anno precedente mostra piccole ma significative migliorie: nel 2024 le difficoltà relative alle cure dentistiche raggiungevano il 55%, mentre quelle per le visite mediche il 52%. Anche il peso delle bollette si è ridotto (dal 47% al 41%) così come quello del mutuo.

La geografia delle difficoltà

Il Termometro evidenzia differenze territoriali marcate. Le regioni con una capacità di spesa superiore alla media sono:

  • Umbria (53,8)
  • Piemonte (52,1)
  • Trentino-Alto Adige (51,5)
  • Sicilia (51,2)

Sul versante opposto emergono, invece, tre aree particolarmente fragili:

  • Marche (46,8)
  • Sardegna (47,1)
  • Campania (48,6)

La forbice tra le diverse regioni non riguarda soltanto il reddito, ma anche la tenuta dei servizi pubblici, l’accesso alle cure e il costo della vita. Proprio la sanità, infatti, si conferma una delle voci che amplifica maggiormente le differenze territoriali: dove l’offerta pubblica è più debole, le famiglie sono costrette a rivolgersi al privato con costi che diventano rapidamente insostenibili.

Il confronto internazionale: Italia più fragile su casa e salute

L’indagine Altroconsumo è parte di un progetto europeo che coinvolge anche Belgio, Spagna e Portogallo. Nel 2025 l’Italia (49,3) si posiziona sotto il Belgio (56,4), ma sopra Spagna (47,8) e Portogallo (41,6). Rispetto al 2024, la situazione è stabile per Italia e Spagna, migliora per il Belgio (+1,2) e peggiora sensibilmente per il Portogallo (-4,6). Il dato più significativo riguarda però la composizione delle difficoltà: l’Italia è il Paese in cui la quota di famiglie in difficoltà con le spese per casa e salute è più elevata. Inoltre, con il 17% di nuclei familiari in forte pressione economica, l’Italia si colloca al secondo posto tra i quattro Paesi, superata soltanto dal Portogallo. Il confronto appare, invece, più favorevole per Spagna (13%) e Belgio (7%).

Un Paese che resiste, ma attende risposte

Il Termometro 2025 racconta un’Italia che prova a rialzarsi, ma che ancora vive in equilibrio precario tra aumento dei costi obbligati, servizi essenziali difficili da sostenere e un futuro percepito con crescente incertezza. Se qualche miglioramento rispetto al 2024 c’è stato, soprattutto sul fronte sanitario, resta evidente che il potere d’acquisto non si è ancora ripreso dalla lunga stagione caratterizzata da inflazione, rincari energetici e postumi economici della pandemia.

In un contesto in cui casa e salute continuano a essere i capitoli di spesa più critici, le famiglie italiane si aspettano politiche capaci di alleggerire il quotidiano e restituire fiducia al futuro. Il 2026, almeno nelle intenzioni degli intervistati, rischia di essere un anno ancora più complesso: un segnale che non può essere ignorato e di cui anche la farmacia deve tener conto.

 

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